Luogo di storiche battaglie

Belforte all’Isauro

Collocata ai confini con la Toscana, trova le sue prime origini storiche nel V secolo a.C. da parte di popolazione umbre.

I Romani dopo aver sconfitto gli etruschi, i Galli e gli Italici nella battaglia di Sentino si stabilirono nella zona costruendo case, tuguriae villae come dimostra il materiale edilizio rinvenuto. Belforte all’Isauro subì le vicende dei casati dei Malatesta e dei Montefeltro. Federico da Montefeltro fece ristrutturare il Castello da Francesco di Giorgio Martini e durante la guerra con i Malatesta lo trasformò luogo di concentramento delle truppe.

TABERNACOLO TRICUSPIDATO

È un singolare monumento al quale i belfortini sono particolarmente legati. Di stile neo-gotico viene realizzato da un artigiano locale, Pietro Luccarini, in occasione dell’Anno santo 1900. Rappresenta tre momenti fondamentali della vita di Maria: l’Annunciazione, la Crocifissione, l’Assunzione.

PIEVE DI SAN LORENZO

Come la maggior parte delle Pievi del Montefeltro, la chiesa di San Lorenzo in Foglia è ubicata lungo il fondovalle. La Pieve era anche una circoscrizione civile e amministrativa. Al suo interno, infatti, si riunivano i capifamiglia (populus plebati) per la soluzione dei loro problemi: tasse e tributi, leva dei soldati, soluzioni di piccole controversie. Divenne successivamente comune medioevale e poi al comune moderno, non tanto come territorio quanto come istituto giuridico.

IL CASTELLO

La sua storia è legata alla stravagante figura del Barone di Beaufort. Un suo erede, certo Federico Gasparre Hermann di Teanneret, giunto a Belforte nel 1864 dopo l’Unità d’Italia, accampava diritti sul castello. I belfortini lo presero per visionario, costringendolo a tornare in Germania a mani vuote. Dieci anni dopo però, arrivò un documento contenente le disposizioni testamentarie del Barone che prevedevano un lascito di 2000 Talleri prussiani al Comune per l’acquisto del castello che doveva essere destinato “ad uso scolastico ed a vantaggio del Comune”. Dal 1994 è sede della Scuola di lingua e cultura italiana per stranieri.

IL MIELE

Il territorio vanta un forte legame con il mondo del miele. Non a caso ospita ogni anno – secondo weekend di ottobre – la Festa del miele, assegnando al prodotto principe delle api il compito di presentare e accompagnare i profumi e i sapori dei prodotti autunnali legati al bosco: i funghi, le castagne e i tartufi. I mieli tipici del territorio sono il millefiori, l’acacia, il castagno, le melate di bosco.

Newsletter

Festival news

1a Edizione

Valfornace (MC)
MailInstagram