Città dalle origini antiche

Matelica

Negli ultimi anni le scoperte archeologiche hanno posto la città alla ribalta dei mass-media sia regionali che nazionali.

Il centro assume il suo massimo sviluppo tra I e II sec. d.C., come dimostrano i numerosi resti monumentali. Si eresse a libero Comune intorno al 1150. Una nuova autonomia comunale fu ristabilita intorno al 1210. Nel 1266 passò alle dirette dipendenze della Santa Sede. Dalla fine del secolo XIV fu soggetta alla famiglia Ottoni, vicari pontifici. In quel periodo una delle principali fonti di ricchezza erano le fabbriche dei panni di lana. L’invasione francese prima e le lotte per l’unità nazionale poi, portarono a un completo decadimento dell’industria laniera, restarono attive alcune piccole concerie della pelle. Nell’immediato dopo guerra sono stati aperti nuovi opifici industriali e qualche anno dopo, grazie anche alla presenza di Enrico Mattei, sono nate importanti industrie di confezioni e metalmeccaniche.

IL TEATRO PIERMARINI

La sua progettazione risale intorno al 1805, ad opera di Giuseppe Piermarini, autore del Teatro alla Scala di Milano. A seguito della morte del progettista, l’edificio viene realizzato dai capomastri Domenico Belli e Francesco Fontana, che falsano il progetto originale. 

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Nel 1849 si procede ad un radicale restauro affidato all’architetto Vincenzo Ghinelli, che amplia il boccascena, ridisegna le linee dei palchi, modifica le rampe d’accesso. I lavori hanno termine nel 1852 e il teatro si riapre con l’esecuzione della Luisa Miller di Verdi. Un altro restauro viene eseguito nel 1873 con la distruzione della volta del Piermarini e la sostituzione del quarto ordine con un loggione a balconata. Nel soffitto le decorazioni di Tito Boccolini prendono il posto di quelle originarie di Spiridione Mattei.

CHIESA DELLA BEATA MATTIA

È un edificio del 1255 restaurato più volte nel corso dei secoli. Oggi si presenta con uno stile a metà tra il barocco e il rococò. Il corpo della Beata Mattia oggi si conserva e venera nella cripta della chiesa. Tra le opere d’arte più significative dell’interno: la Croce del XIII secolo, di un pittore marchigiano anonimo, una Vergine col Bambino di fine XIII secolo e un’altra del Quattrocento attribuita al Maestro della Culla, della cerchia di Gentile da Fabriano.

CHIESA DEL SUFFRAGIO O DELLE ANIME PURGANTI

Risalente alla fine del Seicento è stata fatta costruire grazie alle offerte di un gruppo di cittadini nel luogo dove un tempo esisteva una chiesa più antica dedicata a San Sebastiano, patrono della città.  La statua del santo si trova nella cappella a sinistra ed è della fine del Cinquecento. L’edificio ha una pianta a croce greca e al suo interno racchiude mirabili opere d’arte, tra le quali un Crocifisso ad Anime Purganti di Salvator Rosa.

PIAZZA ENRICO MATTEI

È il cuore della città con la Fontana Ottagonale in pietra bianca, che risale al 1587, progettata dall’architetto della Santa Casa di Loreto, Lattanzio Ventura di Urbino. Sulla piazza si affacciano il Palazzo Ottoni, la Torre Civica e la Loggia di Giovan Battista da Lugano.

I VINI

Importante l’attività vitivinicola sul territorio con la produzione di grandi vini DOC: dal Verdicchio di Matelica ai prestigiosi vini rossi dei colli maceratesi.

IL MIELE

Ai mieli tradizionali marchigiani quali il castagno, l’acacia, i millefiori e le melate. Particolare la produzione di melata di quercia di Matelica.

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